Premio Lino Gentilini

La Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata bandisce ogni anno un premio per tesi di laurea magistrale ed un premio per tesi di dottorato sulla storia dell'ingegneria strutturale.

Di seguito il bando dell'edizione in corso e le edizioni precedenti con i lavori premiati.

Un elenco di enti di ricerca attivi nella storia delle costruzioni è disponibile in fondo alla pagina Attività.

Edizione 2026

La Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS, in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, bandisce due premi per tesi di laurea e di dottorato sulla storia dell'ingegneria strutturale, con la finalità di valorizzare la propria documentazione d'archivio e divulgare le tematiche connesse con l'opera professionale e scientifica dell'ingegner Lino Gentilini (1933-2001). L'edizione 2026 del premio si svolge con il patrocinio di AITEC, Federbeton, ANAI e dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento. La Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS, costituita in data 8 agosto 2013 ed avente sede in Trento, persegue finalità culturali attraverso la promozione e la realizzazione di iniziative di studio e di ricerca nell'ambito dell'ingegneria e della ricerca scientifica prendendo spunto dalla valorizzazione storica e culturale della vasta opera progettuale realizzata da Lino Gentilini. Il bando prevede due premi: uno dedicato alla valutazione di tesi di laurea magistrale o specialistica provenienti da atenei italiani e l'altro dedicato alla valutazione di tesi di dottorato provenienti da atenei dei Paesi appartenenti al Consiglio d'Europa.

Art. 1 – TEMI DELLA RICERCA

Il Premio Lino Gentilini intende valorizzare la ricerca riguardante la storia dell'ingegneria strutturale, anche e soprattutto in un'ottica multidisciplinare, comparativa e critica. Sotto questa prospettiva potranno essere valutati i lavori che affrontino diversificati temi di ricerca ma pur sempre all'interno di una visione storiografica che veda come argomento principale l'opera ingegneristica e la progettazione strutturale. A titolo puramente indicativo e non certo esaustivo si elencano i possibili argomenti di ricerca correlati al tema principale: storia dell'ingegneria civile e delle costruzioni, storia dell'ingegneria dei trasporti e della viabilità, storia economica, storia imprenditoriale, storia sociale, storia del lavoro e dell'organizzazione d'impresa, sviluppo di nuovi materiali o soluzioni tecnologiche nelle applicazioni ingegneristiche con particolare riguardo agli obiettivi di decarbonizzazione delle costruzioni, indagini puntuali su particolari opere d'ingegneria, storia dello sviluppo infrastrutturale, territoriale ed urbano, studi storici sul contesto ambientale e paesaggistico e sviluppo dell'informatica applicata alla progettazione. Particolarmente apprezzati saranno pertanto i lavori di carattere interdisciplinare che sappiano indagare gli oggetti di studio sotto diverse prospettive ed in una cornice umanistica, con adeguata consapevolezza del contesto storico, economico, sociale e culturale. I contributi dovranno inoltre proporre un corretto e, per quanto possibile, vasto corredo empirico, documentale, bibliografico ed archivistico. Lo studio e l'elaborazione delle tesi potranno all'occorrenza essere svolti avvalendosi del patrimonio documentale e archivistico dell'archivio della Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS e, se necessario, con il supporto organizzativo della stessa e la consulenza dei propri collaboratori.

Art. 2 – DESTINATARI DEL PREMIO PER LA TESI DI LAUREA SPECIALISTICA O MAGISTRALE

Il premio è destinato ai/alle laureati/e che abbiano conseguito il titolo di studio di secondo livello (laurea specialistica o magistrale) presso un ateneo italiano. È possibile concorrere con una tesi di laurea avente come argomento uno tra quelli specificati all'Art. 1, la cui discussione sia avvenuta nel periodo che va dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Eventuali candidature già presentate nella precedente edizione del premio non saranno accolte.

Art. 3 – DESTINATARI DEL PREMIO PER LA TESI DI DOTTORATO

Il premio è destinato ai/alle dottori/dottoresse che abbiano conseguito il titolo presso un ateneo dei Paesi appartenenti al Consiglio d’Europa. È possibile concorrere con una tesi di dottorato avente come argomento uno tra quelli specificati all’Art. 1, la cui discussione sia avvenuta nel periodo che va dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Eventuali candidature già presentate nella precedente edizione del premio non saranno accolte.

Art. 4 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata tramite apposita procedura on-line entro e non oltre le ore 24:00 (UTC+2) del giorno 28 giugno 2026 all’indirizzo https://fondazionegentilini.ddns.net:15633/application.html, allegando la seguente documentazione in formato pdf (dimensione massima di ciascun file 500 MB): copia completa della tesi nella lingua in cui è stata discussa, accompagnata da una traduzione in lingua italiana o inglese, qualora la tesi fosse stata presentata in una lingua diversa da queste due; breve estratto della tesi, redatto in lingua italiana e in lingua inglese (100-150 parole); curriculum vitae; lettera di presentazione del relatore della tesi; autocertificazione attestante la votazione di laurea, gli esami sostenuti e relativi punteggi; copia del documento di riconoscimento in corso di validità.

Art. 5 – COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

I premi verranno assegnati da una Commissione di Valutazione che sarà composta da un docente nominato dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, da un docente proveniente da altri atenei italiani e da altri due membri appartenenti ad istituti di ricerca o atenei esteri, ovvero di chiara fama e di consolidata esperienza nei temi trattati dal bando. La Commissione di Valutazione potrà eventualmente anche avvalersi della consulenza scientifica e tecnica di specialisti esterni, esperti in particolari temi di ricerca. La Commissione di Valutazione procederà all'assegnazione dei premi sulla base di un insindacabile giudizio che terrà conto della qualità e dell'originalità scientifica e culturale degli elaborati, secondo quanto specificato all'Art. 1.

Art. 6 – MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DEI PREMI

Alla miglior tesi di laurea specialistica o magistrale e alla miglior tesi di dottorato verrà conferito un riconoscimento in denaro dell'importo, rispettivamente, pari ad euro 800 e pari ad euro 1.600, il quale sarà erogato dalla Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS antecedentemente o nel corso della cerimonia di premiazione. In caso di attribuzione ex-aequo, l'importo del premio sarà ripartito equamente tra i vincitori o le vincitrici. I premi sono da considerarsi al lordo di eventuali ritenute previste per legge. Le valutazioni finali saranno pubblicate sul sito web della Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS. L'esito della selezione sarà comunque notificato alle vincitrici o ai vincitori, i quali dovranno far pervenire la dichiarazione di accettazione o di rinuncia del premio entro il termine previsto dalla comunicazione stessa. È facoltà della Commissione di Valutazione, nel caso in cui fra le tesi candidate in una o nell'altra tipologia non ne sia stata individuata una meritevole del premio, riassegnare gli importi non attribuiti nel corso della successiva edizione del bando.

Art. 7 – INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Ai sensi dell'Art. 13 del Regolamento UE 2016/679 "Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali" (GDPR), la Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS tratterà i dati personali nell'ambito delle proprie finalità istituzionali esclusivamente per lo svolgimento della presente procedura di selezione (Art. 6, Par. 1, Lett. e) del GDPR). Il Titolare del trattamento è la Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS, via F.lli Perini n. 93, 38122 Trento, e-mail: fondazione@pec.fondazionegentilini.it o info@fondazionegentilini.it. Il Responsabile della protezione dei dati può essere contattato all'indirizzo e-mail: dpo@fondazionegentilini.it. Il trattamento dei dati personali sarà effettuato con modalità cartacea e/o informatizzata esclusivamente da parte di personale autorizzato al trattamento dei dati in relazione ai compiti ed alle mansioni assegnate e nel rispetto dei principi di liceità, correttezza, trasparenza, adeguatezza, pertinenza e necessità. I dati raccolti non saranno oggetto di trasferimento in Paesi extra UE. Il conferimento dei dati personali è indispensabile per lo svolgimento della presente procedura e il mancato conferimento preclude la partecipazione alla procedura stessa. I dati saranno conservati per il periodo necessario allo svolgimento della procedura e all'espletamento di tutti gli adempimenti di legge. In ogni caso saranno conservati per il tempo stabilito dalla normativa vigente in tema di gestione e conservazione della documentazione prodotta dalla Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS nello svolgimento della propria attività istituzionale. In ogni momento potranno essere esercitati nei confronti del Titolare i diritti di cui agli Artt. 15 e ss. del GDPR e, in particolare, l'accesso ai propri dati personali, la rettifica, l'integrazione, la cancellazione, la limitazione ed il diritto di opporsi al trattamento. Resta salvo il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell'Art. 77 del GDPR.

Per ulteriori informazioni contattare:

Fondazione ing. Lino Gentilini - ETS
0461/390911 | premi@fondazionegentilini.it

Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Ufficio Rapporti con le Imprese, Stage e Placement
06/72592627 | placement@uniroma2.it

Università di Roma Tor Vergata, ANAI, Ordine degli Ingegneri della provincia di Trento, AITEC, Federbeton

Edizione 2025

Bando

Cerimonia di premiazione del 20 marzo 2026: Video della cerimonia

Vincitore premio per tesi di dottorato

Giovanni Conca

L’usine Brionvega de Marco Zanuso (1916-2001). Architecture, design, paysage.

Motivazione della Commissione di Valutazione

La tesi è incentrata sull’opera di Marco Zanuso e in particolare sulla fabbrica Brionvega, realizzata alla metà degli anni Sessanta a Casella d’Asolo, e approfondisce il ruolo di Silvano Zorzi, uno degli eroi della scuola italiana di ingegneria, nella progettazione dell’originale copertura a paraboloide iperbolico. Il lavoro di ricerca, molto documentato e approfondito, è ricco di bellissime immagini e di utilissimi ridisegni dell’autore. Il candidato dimostra grande attitudine al lavoro di ricerca in ambito storico-costruttivo.

Giovanni Conca si è laureato all’Accademia di architettura di Mendrisio nel 2015, e ha esercitato la professione a Ginevra, Parigi, Milano e Neuchâtel. Dal 2016 è iscritto all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecco. Attualmente esercita l'attività di libero professionista ed è ricercatore presso l'Archivio del Moderno a Balerna - Università della Svizzera Italiana, nonché docente presso la Scuola universitaria della Svizzera Italiana. Nel dicembre del 2024 ha ottenuto il titolo di dottore in architettura presso l’École nationale supérieure d’architecture di Versailles (LéaV/Univer-sité de Paris-Saclay).

Profilo online di Giovanni Conca

Giovanni Conca

Menzione speciale per tesi di dottorato

Rune Frandsen

Shadow Territory and Secondary Infrastructures: The Hidden Landscapes of Temporary Labor at the Grande Dixence (1950–1965).

Motivazione della Commissione di Valutazione

La tesi indaga le infrastrutture secondarie, con particolare attenzione agli insediamenti temporanei abitativi, e l’organizzazione del lavoro dietro la costruzione delle dighe in Svizzera nel secondo dopoguerra, concentrandosi sul cantiere della diga della Grande Dixence (1950–1965). Tra i punti di forza del lavoro si segnalano la documentata ricognizione personale dell’autore sul territorio montano alla ricerca delle tracce delle opere e la scrittura molto efficace.

Rune Frandsen è ricercatore presso l'EPFL di Losanna, nel gruppo di ricerca Heritage, Anthropology and Technologies (HAT) diretto dalla prof.ssa Florence Graezer Bideau. Formatosi come architetto all'EPFL, ha conseguito la laurea nel 2015 e ha successivamente lavorato presso diversi studi di architettura a Ginevra, specializzandosi nelle costruzioni in legno. Ha poi completato un Master of Advanced Studies in storia e teoria dell'architettura presso l'istituto gta dell'ETH di Zurigo.
Nel 2020 è entrato a far parte dell'ETH di Zurigo come dottorando nell'ambito del progetto del Fondo nazionale svizzero (FNS) "Industrializzazione nelle Alpi", diretto dal prof. Günther Vogt. Ha conseguito il dottorato nel 2023 sotto la co-supervisione della prof.ssa Silke Langenberg. La commissione di dottorato comprendeva inoltre la prof.ssa Hollyamber Kennedy e la dott.ssa Seraina Renz. La sua ricerca esplora le intersezioni fra architettura, patrimonio e pratiche amministrative, con particolare attenzione alle storie spaziali del lavoro.

Profilo online di Rune Frandsen

Rune Frandsen

Vincitore premio per tesi di laurea magistrale

Andrea Olivieri

La città universitaria di San Martino a Genova. Il brevetto Hennebique applicato alla copertura dell’ex Istituto di Chimica Generale.

Motivazione della Commissione di Valutazione

La tesi sviluppa un’analisi storico-tecnica e strutturale della copertura dell’ex Istituto di Chimica Generale della Città Universitaria di San Martino a Genova, d’inizio ‘900, realizzata in cemento armato brevetto Hennebique. La consultazione degli elaborati originali di progetto ha permesso di condurre consapevolmente il lavoro di analisi del comportamento strutturale e di diagnosi del degrado e di formulare possibili interventi di consolidamento. Il lavoro ha un buon grado di approfondimento sul valore dell’e dificio nella storia della costruzione e dell’ingegneria.

Andrea Olivieri ha ottenuto la Laurea Magistrale in Ingegneria Edile - Architettura presso l'Università degli Studi di Genova nel 2024.

Profilo online di Andrea Olivieri

Andrea Olivieri

Edizione 2024

Bando

Cerimonia di premiazione del 4 aprile 2025: Video della cerimonia

Vincitore premio per tesi di dottorato

Christian Toson

Il contributo ingegneristico e architettonico italiano durante il periodo delle riforme architettoniche di Chrušcëv (1954-1964).

Motivazione della Commissione di Valutazione

Christian Toson ha dedicato il suo lavoro di dottorato, condotto presso l’Università IUAV di Venezia, al periodo di radicale trasformazione dei metodi costruttivi e progettuali in Unione Sovietica tra il 1954 e il 1964. La Commissione riconosce il grande e accurato impegno nella ricerca sul campo dei materiali di archivio, il superamento della barriera linguistica e l’abilità e la capacità di confronto, anche in fase esplicativa, tra progettisti e tradizioni di progetto italiani e sovietici. Tutto ciò ne fa un lavoro eccellente, di rara qualità.

Christian Toson studia architettura dal 2012 al 2017 allo I.U.A.V. di Venezia ed all’università di San Pietroburgo (Russia). Si laurea nel 2018 con una tesi sull’architettura di san Pietroburgo e Palmira. Continua l’attività di ricerca sulla teoria dell’architettura e dal 2018 esercita la libera professione.

Profilo online di Christian Toson

Christian Toson

Menzione speciale per tesi di dottorato

Giuseppe Galbiati

Preserving suspended structures with light façades (1960-1980). Architectural study and retrofi tting proposals.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Giuseppe Galbiati ha condotto il proprio dottorato presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne e la Université Catholique de Louvain con l’obiettivo di dimostrare, muovendo da uno studio storico approfondito degli edifici a struttura appesa, la pertinenza scientifica di interventi progettuali rispettosi del costruito. La Commissione riconosce che la tesi, articolata in due parti, è ben costruita: nella prima parte propone un rigoroso approccio storico, mentre nella seconda presenta un’interessante attualizzazione con proposte progettuali che affrontano i temi energetici. Presenta un carattere monografico in cui sono sviluppate le relazioni tra storia dell’ingegneria e progetto di conservazione. Nel complesso ne scaturisce un lavoro molto buono ed in linea con le ragioni del premio.

Giuseppe Galbiati è un ingegnere ed architetto. Ha studiato al Politecnico di Milano, dove ha conseguito la laurea in Ingegneria Edile-Architettura (2020), e successivamente presso l'École polytechnique fédérale de Lausanne e l'UCLouvain, ottenendo il dottorato di ricerca (2023; titolo della tesi: "Preserving suspended structures with light façades (1960-1980). Architectural study and retrofitting proposals"). Attualmente è ricercatore post-dottorato e assistente alla didattica presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio (USI). I suoi interessi di ricerca vertono sulla storia delle costruzioni, sulla conservazione architettonica e sull'efficienza energetica degli edifici esistenti, con l'obiettivo di sviluppare e sperimentare metodologie interdisciplinari per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del secondo dopoguerra.

Profilo online di Giuseppe Galbiati

Giuseppe Galbiati

Menzione speciale per tesi di dottorato

Martina Motta

I grandi cantieri nella prospettiva del bosco. Storia ambientale dell’architettura del Regno di Sardegna.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Martina Motta ha dedicato il suo lavoro di dottorato, condotto presso il Politecnico di Torino, allo studio delle architetture torinesi d’età barocca attraverso la prospettiva dei territori dai quali fu estratto il legname per la loro costruzione. La Commissione mette in evidenza come sia estremamente rilevante il lavoro di ricerca archivistica e bibliografi ca svolto con diretta pertinenza alla storia delle costruzioni, rilevandone l’originalità, la sistematicità e il rigore della ricerca.

Martina Motta è una ricercatrice nel campo della storia ambientale. Ha conseguito la laurea magistrale in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 2013 e il dottorato di ricerca in Storia dell'architettura presso il Politecnico di Torino nel 2023. Attualmente è assegnista di ricerca post-dottorato presso l'Università degli Studi di Pavia. Tra il 2014 e il 2020 ha svolto attività di ricerca in contesti internazionali: XIV Biennale di Architettura di Venezia (2014); Oslo Architecture Triennale (2016); OMA - Office for Metropolitan Architecture, Rotterdam (2016-2017); Manifesta, la Biennale Nomade Europea (2018); MAAT - Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia, Lisbona (2020). Gli interessi di ricerca di Martina Motta riguardano l'impatto dell'architettura sui territori estrattivi, le transizioni storiche nell'uso delle risorse naturali e l'insorgere di conflitti in età moderna.

Profilo online di Martina Motta

Martina Motta

Edizione 2023

Bando

Cerimonia di premiazione del 24 novembre 2023: Video della cerimonia

Vincitrice ex aequo premio per tesi di dottorato

Aleksandra Kosykh

Pioneers of Modern Construction. Building with Iron in 18th-Century Russia.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Aleksandra Andreevna Kosykh ha sviluppato un lavoro originale di eccezionale interesse sulla storia della costruzione delle coperture metalliche in Russia, anticipando l’analisi alla fase pionieristica precedente il diciannovesimo secolo e rivelando importanti connessioni tra la tradizione costruttiva russa del diciottesimo secolo con quella inglese e francese. La ricerca si è basata, oltre che sull’apparato bibliografico, su numerosissime fonti di archivio, indagini dirette su rilevanti casi studio e analisi dei materiali. Il lavoro si è svolto sotto la guida di eccellenti studiosi di storia della costruzione metallica all’Università di Cottbus, in Germania.

Aleksandra Kosykh è un'ingegnere civile e storica dell'edilizia. Ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria civile e delle opere sotterranee presso la Perm National Research Polytechnic University (2007–2013). Ha lavorato come ingegnere strutturista tra il 2013 e il 2015 e, nel 2016, ha completato il Master avanzato in Analisi strutturale di monumenti e costruzioni storiche, offerto congiuntamente dall'University of Minho a Guimaraes e dalla Czech Technical University a Praga. Tra il 2017 e il 2022, ha fatto parte del gruppo di ricerca e formazione "Significato culturale e tecnologico degli edifici storici" presso la Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg, dove ha svolto il dottorato di ricerca sulle strutture portanti in ferro realizzate in Russia nel XVIII secolo. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati nel 2023. Attualmente Aleksandra vive a Berlino e lavora alla pianificazione di interventi di conservazione, restauro e riparazione di edifici storici.

Profilo online di Aleksandra Kosykh

Aleksandra Kosykh

Vincitrice ex aequo premio per tesi di dottorato

Giulia Boller

The Model as a Working Method. Heinz Isler’s Experimental Approach to Shell Design.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Giulia Boller ha dedicato il suo lavoro di dottorato, condotto presso l’ETH di Zurigo, all’ingegnere svizzero Heinz Isler (1926-2009), tra i più rilevanti progettisti di strutture sottili in cemento armato. Lo studio si è concentrato sugli originali modelli in scala da lui concepiti per la ricerca della forma dei gusci, arrivando a svelare e documentare il lavoro scientifico segreto e mai finora sospettato dietro la loro progettazione, che ha aperto nuove prospettive di studio sulle sue opere. Il dottorato si è avvalso della possibilità di consultare l’archivio privato del progettista, conservato presso la stessa università svizzera.

Giulia Boller è docente e ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Architettura dell'ETH di Zurigo. È sia ingegnere che architetto. Gli interessi di ricerca di Giulia si collocano all'interfaccia tra la storia, l’architettura e l’ingegneria strutturale. Nel 2022 ha completato la sua tesi di dottorato presso l’ETH di Zurigo, investigando il ruolo dei modelli nella pratica ingegneristica dell’ingegnere svizzero Heinz Isler, sotto la supervisione del Prof. Dr. Joseph Schwartz. La sua tesi di dottorato ha ricevuto il Premio Lino Gentilini 2023 per la migliore tesi di dottorato nella storia dell'ingegneria e la Medaglia ETH per tesi di dottorato eccellenti. Giulia ha maturato esperienza professionale presso il Renzo Piano Building Workshop. Si è laureata con lode in Ingegneria Edile-Architettura presso l'Università di Trento nel 2015.

Profilo online di Giulia Boller

Giulia Boller

Vincitrici premio per tesi di laurea magistrale

Chiara Gaddi, Cecilia Lega e Claudia Rota Graziosi

Tecnopolo di Bologna: riqualificazione della ex Manifattura Tabacchi di Pier Luigi Nervi e interventi strutturali in materiali cementizi innovativi e fibrorinforzati.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Chiara Gaddi, Cecilia Lega e Claudia Rota Graziosi hanno affrontato in team un lavoro di tesi articolato e ricco, condotto presso il Politecnico di Milano, sulla ex Manifattura Tabacchi di Pier Luigi Nervi a Bologna. Le tre studiose hanno saputo sviluppare il tema dalla minuziosa analisi della storia della costruzione dell’edificio originario, all’indomani della Seconda guerra mondiale, fino al possibile progetto di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione delle originali strutture in cemento armato nerviane, evidenziando una passione per la ricerca sulla storia dell’ingegneria che la commissione invita ad alimentare anche in futuro.

Chiara Gaddi

Chiara Gaddi è Dottoranda in Ingegneria Strutturale, Sismica e Geotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano dal novembre 2022, ha conseguito la laurea in Ingegneria Edile-Architettura presso lo stesso ateneo.

Profilo online di Chiara Gaddi

Chiara Gaddi

Cecilia Lega

Cecilia Lega, dopo aver studiato al Corso di Laurea a Ciclo Unico in Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Milano presso il Polo territoriale di Lecco e aver conseguito la laurea ad aprile del 2022, intraprende la sua carriera lavorativa presso lo studio multidisciplinare BMS Progetti nell’ambito della progettazione strutturale.

Profilo online di Cecilia Lega

Cecilia Lega

Claudia Rota Graziosi

Claudia Rota Graziosi ha frequentato il Politecnico di Milano presso il Polo Territoriale di Lecco, laureandosi ad aprile 2022 in Ingegneria Edile-Architettura. Attualmente collabora con uno studio di ingegneria, lavorando in modo interdisciplinare per la realizzazione di edifici residenziali e produttivi.

Profilo online di Claudia Rota Graziosi

Claudia Rota Graziosi

Edizione 2022

Bando

Cerimonia di premiazione del 9 novembre 2022: Video della cerimonia

Vincitore premio per tesi di dottorato

Boris Hamzeian

Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou: Monument National e Live Centre of Information. Cronache di idea, progetto e fabbricazione, 1968-1977.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Boris Hamzeian ha svolto un lavoro eccellente sulla concezione, l’ideazione architettonica, nonché sulle sorti costruttive e le soluzioni tecniche e ingegneristiche riguardanti la realizzazione del Centre Georges Pompidou di Parigi. La tesi di Hamzeian si pone come una tappa fondamentale nello studio di questo importante edificio di architettura contemporanea, offrendo una ricostruzione inedita, ricca di dettagli, di riferimenti culturali, sociali, politici, di confronti interdisciplinari e pervasa da senso critico e attento, pienamente consapevole della storia dell’architettura e dell’ingegneria strutturale. La ricerca si pone come una cronaca degli eventi di altissimo profilo storico, vagliando attentamente una letteratura vastissima e avvalendosi di importanti fonti primarie e d’archivio.

Boris Hamzeian (dottorato presso l'EPFL, 2021) è un architetto e storico dell’architettura specializzato nelle avanguardie del secondo dopoguerra, nelle sperimentazioni dell’architettura cosiddetta “tecnomorfica” e nelle pratiche di insegnamento sperimentale in architettura degli anni ‘60. È ricercatore presso il dipartimento di architettura del Musée national d’art Moderne-MNAM CCI presso il Centre Pompidou, dove è responsabile dell’inventario e della valorizzazione del fondo della costruzione del Centre Pompidou, fornendo consulenza al progetto di trasformazione del Centre Pompidou 2025-2030 e dirigendo una collana dedicata alla storia architettonica e costruttiva del Centre. Attualmente è borsista presso l’Académie d’Architecture de France – La Cité International des Arts, co-direttore di un progetto di ricerca promosso dal programma Italian Council del Ministero della Cultura Italiano e docente associato presso l’École nationale supérieure d’architecture de Saint-Etienne.

Profilo online di Boris Hamzeian

Boris Hamzeian

Menzione speciale per tesi di dottorato

Sofia Nannini

The Icelandic Concrete Saga: Architecture and Construction (1847-1958).

Motivazione della Commissione di Valutazione

Sofia Nannini ha meritato una “menzione speciale” da parte della Commissione di Valutazione per aver affrontato, con rigore e attenta indagine conoscitiva, la storia della tecnica e delle applicazioni in calcestruzzo e cemento armato in Islanda tra i secoli XIX e XX, offrendo un’analisi inedita e comparativa inerente agli aspetti tecnologici e costruttivi, all’architettura locale ed alla cultura ingegneristica islandese di quel periodo. In particolare, si sono apprezzati l’originalità dello studio, il difficoltoso lavoro di ricerca svolto dalla candidata, la narrazione consapevole e avvincente.

Sofia Nannini è ricercatrice a tempo determinato in Storia dell'architettura presso il Politecnico di Torino dal 2023. Tra il 2021 e il 2023 è stata assegnista di ricerca presso l'Università di Bologna e docente a contratto presso le università di Bologna, Firenze, Pavia e IAAD. È autrice di "Icelandic Farmhouses: Identity, landscape and construction (1790–1945)" (Firenze University Press, 2023) e di "The Icelandic Concrete Saga: Architecture and Construction (1847–1958)" (Jovis, 2024). È membro dei comitati di redazione delle riviste scientifiche "Architectural Histories" e "Studi e ricerche di storia dell'architettura". È stata visiting research fellow presso il Royal Institute of Technology di Stoccolma (KTH, 2022, con il sostegno della Fondazione Lerici) e research fellow presso il Canadian Centre for Architecture (CCA, 2023). Al momento sta lavorando al manoscritto di un libro dal titolo provvisorio "The Mechanization of Life: An Architectural History of Intensive Animal Farming".

Profilo online di Sofia Nannini

Sofia Nannini

Vincitrice ex aequo premio per tesi di laurea magistrale

Federica Di Serafino

L’acciaio nella Scuola italiana di Ingegneria: la sede Rai in Viale Mazzini a Roma (1962-1965).

Motivazione della Commissione di Valutazione

Federica Di Serafino ha analizzato in modo approfondito le vicende costruttive riguardanti la sede direzionale RAI in viale Mazzini a Roma (1962-1965), su progetto degli architetti F. Berarducci e A. Fioroni, inserendola adeguatamente nella più ampia cornice riguardante la Scuola italiana di ingegneria del Novecento, con un interessante confronto con l’edificio “La Rinascente” di Piazza Fiume a Roma. Frutto di una solida ricerca d’archivio, il lavoro è corredato da un interessante apparato tecnico e iconografico, nonché da una approfondita indagine riguardante la struttura in acciaio. Non mancano considerazioni generali sul contesto storico-economico e architettonico nel quale si situa la realizzazione dell’opera.

Federica Di Serafino ha ottentuo la Laureata magistrale con lode in Ingegneria e Tecniche del Costruire presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Project Manager dal 2019 ed iscritta all’albo ISIPM. Dal 2020 lavora in Rete Ferroviaria Italiana nell’ambito della sicurezza della circolazione ferroviaria, project management e formazione. Dal 2023 collabora in progetti internazionali tra RFI e UIC legati allo sviluppo e diffusione della cultura della sicurezza, oltre che in progetti inerenti la digitalizzazione e BIM.

Federica Di Serafino

Vincitore ex aequo premio per tesi di laurea magistrale

Vincenzo Pace

Progetto Zip. Rigenerazione dell’ex cementificio Zippitelli, “cerniera” di valori tra passato e presente e “condensatore” di nuove funzioni.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Vincenzo Pace ha affrontato con passione, attenzione e coerenza un progetto di riqualificazione ambientale attraverso il recupero di un sito di archeologia industriale, il cementificio Zippitelli di Montegiordano (CS). Il lavoro è corredato da un’ampia ricerca sulla storia industriale del cemento in Italia, nonché sugli aspetti materiali e strutturali, in particolare riguardanti la prefabbricazione del calcestruzzo armato, offrendo in questo modo solide basi tecniche, storiche ed architettoniche per un interessante progetto di recupero a fini culturali e di rinaturalizzazione del sito, nell’ambito dell’ingegneria naturalistica e dell’architettura del paesaggio.

Vincenzo Pace, laureato in Architettura presso l’Università degli Studi della Basilicata sede di Matera con il massimo dei voti, è oggi architetto e dottorando presso la Scuola di Dottorato Cities and landscapes: architecture, archaeology, cultural heritage, history and resources del Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Unibas. Dopo la tesi di laurea in cui affronta il tema della riqualificazione del patrimonio industriale dismesso e nello specifico dei cementifici italiani, oggi la sua ricerca si concentra sul tema dei cammini e della loro fruizione; in particolare di come applicare il game design for all ad un sistema di fruizione lenta di confine tra Basilicata e Calabria cercando di creare relazioni tra e con le comunità attraversate. È volontario presso la Casa Circondariale di Matera in cui si occupa, in collaborazione con i detenuti, della redazione del giornale dell’associazione Disma odv, di cui è socio fondatore e presidente.

Profilo online di Vincenzo Pace

Vincenzo Pace

Edizione 2021

Bando

Cerimonia di premiazione del 2 dicembre 2021: Video della cerimonia

Vincitrice ex aequo premio per tesi di dottorato

Eliana Alessandrelli

Tre storie di ponti ad arco nella Scuola Italiana di Ingegneria del ’900.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Eliana Alessandrelli ha presentato un lavoro estremamente originale e innovativo, partendo da un’accurata ricerca archivistica ed una puntuale verifica della letteratura scientifica, senza dimenticare la letteratura “grigia”. Il lavoro, sviluppato opportunamente sotto il profilo della storia dell'ingegneria strutturale e del contesto socioeconomico, affronta tematiche inedite e apporta un significativo contributo alla ricerca attinente interpreti significativi della Scuola Italiana di Ingegneria del ’900. Sono considerati tre casi: i ponti definiti “truccati” di Eugenio Miozzi, i ponti ad arco sottile ed impalcato irrigidente ed i ponti tipo Mélan perfezionati da Giulio Krall.

Eliana Alessandrelli ha studiato Ingegneria Edile-Architettura presso l'Università di Roma "Tor Vergata", laureandosi con lode nel febbraio 2013 con una tesi dal titolo "Esposizione sismica e adeguamento del padiglione Ovipol del complesso dei Mercati Generali di Roma", incentrata su una metodologia di rinforzo strutturale mediante materiali compositi fibrorinforzati. Attualmente è dottoranda in "Ingegneria Civile" (indirizzo "Architettura e Costruzione") presso l'Università di Roma "Tor Vergata". Dall'inizio del 2013 svolge attività di ricerca in collaborazione con il gruppo SIXXI, coordinato da Sergio Poretti e Tullia Iori, studiando il contributo italiano all'ingegneria strutturale del Novecento. In particolare, la ricerca di Eliana è dedicata alla figura di Eugenio Miozzi e si concentra principalmente sulle tecniche per eliminare le tensioni parassite nei ponti a volta: il metodo delle deformazioni sistematiche e il metodo delle fessurazioni sistematiche.

Profilo online di Eliana Alessandrelli

Eliana Alessandrelli

Vincitore ex aequo premio per tesi di dottorato

Vito Quadrato

La costruzione della campata tra cultura del progetto e cultura industriale (1950-75). La tettonica del cemento armato di Aldo Favini e Marco Zanuso.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Vito Quadrato ha sviluppato un tema particolarmente suggestivo, quello della campata quale elemento architettonico e ingegneristico e della sua applicazione nell’ambito della cultura costruttiva industriale del secondo dopoguerra. Lo studio di alcuni stabilimenti industriali realizzati in Italia nel secondo dopoguerra mette in rilievo una serie di nuove sperimentazioni sull’utilizzo del cemento armato. L’approccio filosofico e tecnico al tempo stesso, che parte da una consistente riflessione di carattere storico, originale e riccamente documentata, consente all’autore una visione estesa e articolata, che costituisce un importante tassello nella storia delle applicazioni del cemento armato e, più in generale, della tecnologia dell’architettura contemporanea.

Vito Quadrato è architetto e docente a contratto del corso di Materiali e progettazione di elementi costruttivi del dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari, nel quale è stato RtdA fino al 2023. Nel 2019 è vincitore della VII edizione del Premio Federico Maggia promosso dalla Fondazione Sella “Visioni e cambiamento. Giovani progettisti fabbricano idee” con l’allestimento intitolato “Gravitazioni. Di-stanze di pietra”. Nel 2024 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a Professore di seconda fascia nel CEAR-08/C Progettazione Tecnologica dell’ Architettura. Le sue pubblicazioni indagano la cultura tecnologica nel patrimonio architettonico del Moderno, con riferimento al tema dell’espressività della costruzione nell’uso dei materiali in architettura.

Profilo online di Vito Quadrato

Vito Quadrato

Vincitore premio per tesi di laurea magistrale

Raffaele Merone

Rilievo e modellazione materiale per la fruizione e la conoscenza immateriale. Il caso della Piscina Mirabilis.

Motivazione della Commissione di Valutazione

Motivazione espressa dalla Commissione di Valutazione: Raffaele Merone ha presentato una ricerca interessante e suggestiva nell’ambito delle applicazioni tecnologiche che consentono il rilievo e la rappresentazione virtuale di un patrimonio archeologico, quello della Piscina Mirabilis, serbatoio a destinazione d’uso militare di epoca romana nell’area dei campi Flegrei. Il lavoro presenta una coinvolgente analisi multidisciplinare che contempla l’utilizzo di strumenti di idraulica, analisi spaziale e modellazione tridimensionale nonché un attento inquadramento storico topografico del contesto nel quale l’infrastruttura romana è stata realizzata, supportato da un uso consapevole delle fonti documentali e dei rilievi in situ.

Ingegnere Edile - Architetto. Dopo gli studi collabora con Università e Associazioni impegnate nella fruizione del patrimonio culturale e come freelance, per studi di Ingegneria e di Architettura. Nel novembre 2022 inizia il Dottorato di Ricerca in Architettura presso l’Università Federico II.

Profilo online di Raffaele Merone

Raffaele Merone